I
Barberini avevano già cominciato ad alienare
le loro collezioni nel Settecento con le vendite
dell'ultima discendente, Cornelia Costanza, sposata
a Giulio Cesare Colonna di Sciarra. Le liti ereditarie
dei figli che si dovettero dividere le primogeniture
Colonna e Barberini, portarono ad una divisione
delle collezioni fra i due rami della famiglia,
con un accordo stipulato a Parigi nel 1811.
Solo nel 1934 si arrivò alla definitiva
dispersione delle collezioni, con l'avallo dello
Stato, che, con una specifica legge, permise la
vendita delle opere fidecommissarie in cambio
di un piccolo nucleo in proprietà, rinunciando
alla tutela di una delle più importanti
collezioni fidecommissarie romane.
Solo nel 1984 si arrivò ad una migliore
definizione dell'ordinamento riportandolo nella
sua sede storica originaria la collezione Corsini,
e portando tutte le opere di provenienza da acquisti
o da collezioni prive della loro sede storica
nel palazzo Barberini. L'intento era di creare
in questa sede, quando fosse stato possibile,
una Galleria Nazionale nel vero senso del termine,
ordinata cronologicamente ma con la possibilità
di inserire nel percorso acquisti e integrazioni,
differente quindi come concezione dalla struttura
definita dalle collezioni storiche del panorama
romano, viceversa di impianto molto più
vicino ai grandi musei stranieri e dotata come
questi di tutti i più moderni servizi.
Nel complesso la collezione è ricchissima
di capolavori, soprattutto dei secoli XVI e XVII.
Non è rappresentato in modo completo il
secolo XV, dove però spicca il fondamentale
dipinto di Filippo Lippi con la "Madonna
in trono con Bambino", datato 1437, in deposito
da Corneto Tarquinia. Più consistenti le
collezioni del XVI secolo, fra le quali spicca
per notorietà la "Fornarina"
di Raffaello, oltre a dipinti di Andrea del Sarto,
del Beccafumi, del Sodoma, del Bronzino, ad opere
del Lotto, del Tintoretto, di Tiziano ed El Greco,
fino ad opere bolognesi, per arrivare alla fine
del secolo con la splendida "Giuditta che
taglia la testa ad Oloferne" del Caravaggio
e al grande Seicento con opere di Reni, Domenichino,
Guercino, Lanfranco, Bernini, Poussin, Pietro
da Cortona, Gaulli, Maratta.
Molto ben rappresentata è anche la pittura
del Settecento. Si articola in nuclei per scuole
che danno un panorama completo e molto omogeneo
per qualità, della pittura italiana del
periodo, con in più un raro nucleo di dipinti
francesi del Settecento. |